LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DELL'ORDINE DEI MEDICI

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In questo periodo di emergenza sanitaria abbiamo deciso di tenere aperto il nostro studio.

E' evidente che il nostro intento è quello di mantenere attivo un servizio per i nostri pazienti e per chi purtoppo continua ad ammalarsi delle patologie che interessano la nostra specialità e che non trovano soluzione dei loro problemi. I medici di famiglia sono oberati dal lavoro, effettuano, per ragioni di sicurezza personale, pochissime visite a domicilio e certo non per i problemi meno gravi. I pronto Soccorso, oltre ad essere impegnati con l'emergenza sanitaria dell'epidemia di COVID-19, obbligano ad estenuanti attese i codci verdi a cui di solito apparengono quasi tutte le nostre patologie e sono inoltre sedi di rischio infettivo.

Abbiamo già eseguito visite a pazienti che per diagnosi frettolose e superficiali assumevano farmaci per patologie inesistenti io diverse da quelle diagnosticate telefonicamente.  Abbiamo visitato a domicilio, in contatto telefonico con un medico del nostro Gruppo, il dott. Vendrame,  una giovane paziente con gravi disturbi respiratori la cui situazione era stata sottovalutata dal medico di famiglia, che non aveva visitato a domicilio la paziente, dalla guardia medica e dal 118 ed abbiamo ottenuto il suo ricovero urgente in Ospedale.

NONOSTANTE IL NOSTRO IMPEGNO ABBIAMO RICEVUTO ALCUNE CRITICHE PESANTI SUI SOCIAL CON L'ACCUSA DI LUCRARE SU QUESTA SITUAZIONE DI EMERGENZA. CHI CI CONOSCE SA' CHE NON E' COSI'. 

CI HA FERITO PROFONDAMENTE LA LETTERE DEL PRESIDENTE DELL'ORDINE DEI MEDICI CHE ABBIAMO RICEVUTO E CHE VI PRESENTIAMO. PUBBLICHIAMO LA NOSTRA RISPOSTA E RIBADIAMO CHE, CONTINUEREMO LA NOSTRA ATTIVITA'  DI SUPPORTO AI NOSTRI PAZIENTI CON LE MODALITA' CHE ABBIAMO DETTAGLIATO NEL NOSTRO ARTICOLO SULL'EMERGENZA CORONAVIRUS. SAPPIAMO DI MOLTI COLLEGHI CHE CONDIVIDONO IL NOSTRO COMPORTAMENTO.

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Ricevuta dal Presidente dell’Ordine dei Medici di Torino

Care Colleghe e cari Colleghi, 

sono pervenute all’Ordine segnalazioni da parte di cittadini e di nostri iscritti che alcuni studi e poliambulatori privati o convenzionati stanno tuttora operando senza limitarsi alle visite urgenti non differibili.
Nel biasimare un simile comportamento, che mette a rischio la salute generale della popolazione in quanto invita indirettamente le persone a uscire di casa senza un valido motivo, e che contravviene allo spirito delle disposizioni del Governo, ricordiamo che in questo momento per noi medici è deontologicamente lecito effettuare solo visite per sintomatologie o patologie che non possono in alcun modo essere rinviate.

l contravvenire a queste disposizioni si profila come grave violazione deontologica che obbligherà questo Ordine, organo sussidiario dello Stato, ad intervenire con sanzioni disciplinari.

ANDRÀ TUTTO BENE se ognuno di noi dimostrerà un doveroso senso civico facendosi carico delle proprie responsabilità.

 

Guido Giustetto


Presidente OMCeO Torino

17/03/2020

 

Caro Giustetto.

siamo amareggiati ed offesi da questa lettera che ci vede coinvolti tra coloro che hanno deciso di rimanere a disposizione dei propri pazienti anche in questi momenti difficili per tutti.

Come puoi pensare che il mantenere a disposizione dei propri pazienti gli studi libero professionali sia un invito “indiretto” ad uscire di casa?  Forse pensi che i nostri studi di liberi professionisti siano dei luoghi di intrattenimento e di divertimento nei quali tra l’altro si “lucra” sulla salute dei malati?

Ti riferisci alle violazioni del Codice Deontologico che riguardano esclusivamente i medici minacciandoli di sanzioni; non citi alcuna iniziativa contro i poliambulatori privati (ad esempio segnalandone le eventuali tragressioni ai NAS)

Avresti forse dovuto rivolgerti direttamente alle strutture che ti sono state segnalate o di cui hai avuto notizia e dove ci sono comportamenti non conformi alla deontologia professionale o dove non vengono rispettate le regole di Igiene e di prevenzione, anziché sparare nel mucchio.

D’altra parte, tu stesso definisci l’Ordine, per altro attualmente chiuso ed accessibile solo via mail,        come organo sussidiario dello Stato (???) e ne assumi lo stesso atteggiamento: inverti sostanzialmente i principi dello stato di diritto. Siamo noi a dover dimostrare di non essere colpevoli.

Nella tua lettera non c’è una parola di ringraziamento per lo sforzo che stiamo compiendo     e per i rischi di contagio a cui siamo sottoposti per garantire le attività assistenziali a disposizione di chi continua ad ammalarsi anche delle patologie più comuni ed ha bisogno del supporto del medico specialista, non solo di quello di famiglia.

Facciamo tutto questo anche nell’intento di sgravare i Pronto Soccorso, quelli sì luoghi pericolosi, caratterizzati da carenza cronica di personale e quindi da attese indecenti, da rischio elevato di contagio, da visite spesso frettolose e superficiali anche dovute all’impegno dei loro medici per problemi ben più gravi che caratterizzano questo periodo. Crediamo di dare il nostro piccolo contributo senza alcun interesse personale.

Non tutti gli specialisti privati sono rivolti esclusivamente al profitto ma svolgono un servizio che copre le tante manchevolezze del Sistema Sanitario Nazionale (vedi le liste d’attesa infinite per visite, controlli ed esami anche a pazienti con gravi patologie, per non parlare delle attese di anni per gli interventi chirurgici, inclusi quelli oncologici.)

Cosa sono le urgenze improrogabili? Prova ad avere una crisi di vertigine, una sordità improvvisa, un’otite, una sinusite che provoca dolore ma anche un tappo di cerume che ti rende sordo o con acufeni, un mal di gola che pensi possa essere un sintomo di incipiente COVID-19, un dente rotto, una crisi d’ansia aggravata dalla tensione di questo periodo, una cefalea, un’emicrania persistente oppure una semplice distorsione subita camminando su marciapiedi dissestati, una tachicardia o un dolore retrosternale. La medicina ha le urgenze assolute, è vero, ma ogni malattia è un’urgenza per chi ne soffre.

Tuo dovere se mai è vigilare sulle regole di protezione che si utilizzano negli studi, garantire anche a noi la possibilità di accedere (non chiediamo gratuitamente) alla fornitura dei mezzi di protezione idonei perché si possa ridurre il nostro rischio di infezione.

Magari, come ha fatto Olivetti Presidente dell’ENPAM, avresti dovuto anche tu alzare la voce in difesa dei Medici per quanto poco è stato fatto nel recente Decreto del Presidente del Consiglio. Nessuno però ha espresso una parola di supporto a chi svolge solo libera professione, paga dipendenti, mutui, e conta sulla propria salute per sopravvivere ed alla fine riceve pensioni indecorose. Sai,e penso che tu ne sia al corrente, che il nostro ente assistenziale capitalizza oltre 20 miliardi di euro (fondo di garanzia?? non fatemi ridere).

Concludo raccontandoti una esperienza professionale di questa mattina: una ragazza di 22 anni, da 10 gg con febbre , tosse e dolori toracici. Il medico di famiglia non può recarsi a domicilio della paziente perché privo di mezzi di protezione individuale e prescrive telefonicamente tre cicli di antibiotici (Cefixoral, Rocefin ed Augmentin) che non producono miglioramento. Una prima volta gli operatori del 118 si recano al suo domicilio, la visitano e registrano prende parametri vitale che non riportano nella scheda e le prescrivono tachipirina. La ragazza, seguita da noi per patologie ORL, ci manda un messaggio in piena notte chiedendo aiuto perché la guardia medica risponde di non volersi recare al suo domicilio in quanto non possono correre rischi di ammalarsi. Questa mattina la dottoressa Sacchi (madre di 5 figlie) nonostante i rischi, decide di andare a visitarla dopo aver avuto da un collega di PS indicazione sulle protezioni personali e sui parametri da valutare. Dopo la visita che dimostra assoluto silenzio di entrambi gli apici polmonari, una frequenza respiratoria di 30 (su valore normale per l’età di massimo 20) e una ossimetria di 94% contro valore normale superiore a 97 (fatta con l’apparecchio di polisonnografia di cui disponiamo), sempre in contatto telefonico con il collega del PS, ha chiamato l’ambulanza per un ricovero urgente ((tutto quanto ti ho scritto è documentabile).

Non faccio commenti ma quanto è accaduto sta succedendo a molti (affermazione del personale del 118).

Questa è la ragione per cui anche a rischio delle tue sanzioni continueremo a lavorare al servizio dei pazienti

Dott. Fernando Mancini, libero professionista, specialista in Otorinolaringoiatria

Dott.ssa Manuela Sacchi, libero professionista, specialista in Otorinolaringoiatria

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