Bambini, sordità e rendimento scolastico

Perdita uditiva minima e problemi comportamentali e risultati scolastici nei bambini

I bambini con sordità lieve o grave non protesizzata adeguatamente è noto che abbiano disturbi di memoria, attenzione, linguaggio e ridotti punteggi di quoziente intellettivo dal punto di vista scolastico, ma anche problemi emozionali e di  comportamento in confronto a bambini normoudenti

Casella di testo: NOTA BENE
L’unità di misura dell’udito è il decibell (dB).
Nell’orecchio perfettamente funzionante il valore è 0 dB per tutte le frequenze che interessano l’udito umano (da 125 Hz a 8000 Hz). Per convenzione si considera l’udito fra gli 0 e i 25 dB normale. Al di sopra di questi valori si ha sordità lieve, media, grave e gravissima. Tra 0 e 40 dB si fa progressivamente più fatica a comprendere le parole soprattutto nel rumore. Oltre i 40 dB è necessaria un’amplificazione per poterle comprendere.

Lo studio pubblicato di recente su JAMA ha valutato la ricaduta sui risultati scolastici e sul comportamento in 4471 bambini con un udito ancora considerato accettabile ma comunque al di sotto del valore proprio di un bambino normoudente (0-15 dB).

Nei bambini in età scolare, una perdita uditiva interessa il 15-23% della popolazione e nella maggioranza dei casi sono bambini con valori lievemente più alti della norma che non vengono trattati o che non vengono neppure sottoposti ad esame audiometrico. 

Lo sviluppo dei processi uditivi avviene nell’infanzia e si compie a 12 anni. I bambini al di sotto di questa età stanno sviluppando la loro memoria uditiva che è dipendente da una stimolazione uditiva completa e da tutte due le orecchie.

Lo studio ha dimostrato che un udito compreso fra i 15 e i 25 dB porta ad un peggioramento dei risultati scolastici , peggioramento che aumenta per ogni dB di perdita. Interessante è l’evidenza che nei bambini maschi la difficoltà uditiva, soprattutto nelle frequenze gravi (125-2000 Hz), porta a disturbi dell’attenzione e del comportamento mentre nelle femmine solo disturbi dell’attenzione.

Gli autori concludono che nei bambini con problemi comportamentali, disturbi dell’attenzione e risultati scolastici scadenti la valutazione dell’udito deve sempre essere presa in considerazione.

 

Tratto da:

Carlijn M. P. le Clercq, MD; Lisanne J. E. Labuschagne, MSc; Marie-Christine J. P. Franken, PhD; Robert J. Baatenburg de Jong, MD, PhD; Maartje P. C. M. Luijk, PhD; PaulineW. Jansen, PhD; Marc P. van der Schroeff,MD, PhD JAMA Otolaryngol Head Neck Surg. 2020;146(2):113-120. doi:10.1001/jamaoto.2019.3585 Published online November 27, 2019.

Tags: ipoacusia, bam, bambini, protesi acustica, testintellettivi, rendimento scolastico

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